Impianti in gravi riassorbimenti ossei (impianti corti)

Gli impianti osteointegrati rappresentano da trent’anni una valida modalità di trattamento per pazienti totalmente o parzialmente edentuli.

Numerosi studi longitudinali hanno dimostrato un’elevata percentuale di successo degli impianti dentali (~95% dopo 10 anni), ma le complicazioni intorno all’impianto come peri implantite e perdita crestale dell’osso marginale al collo dell’impianto sono tuttora oggetto di ricerca1-3.
Il successo di un impianto non si valuta solamente per la sua sopravvivenza, ma anche per la presenza o meno di complicazioni biologiche. Esse dipendono dal mantenimento nel tempo di un’estetica gengivale accettabile senza l’insorgere di riassorbimenti dell’osso corticale. Altrimenti, un’infiammazione dei tessuti molli circostanti l’impianto porterebbe all’insorgere di una periimplantite con perdita dell’osso marginale ed esposizione del collo implantare.
Il mantenimento dell’osso crestale è diventato negli ultimi anni un criterio chiave nella valutazione del successo di un impianto. La perdita di osso marginale intorno a un impianto dipende da svariati fattori:

• biocompatibilità dell’impianto;
• geometria e caratteristiche di superficie;
• tecnica chirurgica;
• connessione impianto-moncone;
• tipo di riabilitazione protesica;
• distribuzione dei carichi in relazione alla qualità e quantità dell’osso circostante l’impianto.

Quest’ultimo fattore ha assunto un aspetto fondamentale nella valutazione a lungo termine del successo di un impianto. Infatti, l’osso ha la capacità di adattare la sua struttura attraverso processi di riassorbimento e deposizione in seguito a stimoli meccanici ai quali viene sottoposto durante i cicli masticatori. Il caso ideale sarebbe la distribuzione omogenea dei carichi lungo l’intera superficie di contatto impianto/osso che è comunque in relazione diretta con il tipo di geometria implantare. Nelle analisi al FEA di diversi tipi implantari, possiamo riscontrare zone di stress durante le sollecitazioni occlusali che in vivo possono portare al riassorbimento osseo marginale al collo dell’impianto.Numerosi studi su animali hanno dimostrato come carichi masticatori eccessivi possono provocare riassorbimento dell’osso marginale intorno a impianti dentali.

Particolare importanza rivestono i fattori sopra elencati nell’utilizzo degli impianti corti, ossia impianti di lunghezza ridotta (<10 mm). Fugazzotto e Coll.15 mostrano in uno studio multicentrico pubblicato nel 2004, una percentuale di successo pari al 94.5% fino a 7 anni, valutando impianti di lunghezza di 9 mm o inferiori, inseriti a livello molare. In tale studio venivano utilizzati impianti con un diametro di 4.1 mm, mentre attualmente si opta per impianti corti a maggior diametro. In virtù della maggiore superficie disponibile per il contatto osso-impianto consegue un successo implantare ancora più elevato.
Altri lavori recenti, che esaminano in maniera mirata impianti corti, mostrano tutti un’elevata percentuale di successo a distanza, pari in media a 95.9 %.

Share by: