I servizi diagnostici del Dottor Michele Piombino

Di seguito i nostri servizi diagnostici effettuati grazie a tecniche e strumentazioni all’avanguardia, tra le quali la radiografia che permette di ottenere un’analisi più approfondita del dente e dell’osso sottostante e di cercare successivamente la soluzione più idonea alla cura del dente o dell’arcata.

 

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Cure Ortodontiche – Ortodonzia e Ortognatodonzia


L'ortodonzia e l'ortognatodonzia ( ortodonzia dei bambini ) si pone come obiettivo principale lo studio e la correzione delle malocclusioni con trattamenti ortodontici usando tecniche e sistemi e agendo con apparecchi per ortodonzia mobile sia apparecchi per ortodonzia fissa. Ciò significa non solo rettificare ortodonticamente l'attività masticatoria, ma anche ripristinare la funzionalità della fonazione, della deglutizione, della respirazione e, come è stato appurato negli ultimi anni, anche della postura di cui si da molta importanza all’ ortodonzia. Inoltre, nello studio e nel trattamento ortodontico, bisogna tenere presente anche l'aspetto estetico che, se trascurato come talvolta accade quando si privilegia troppo la funzione, può determinare ripercussioni di tipo psicologico.


Tale riflessione assume ancora maggiore rilevanza se l'ortodontista in Ortognatodonzia dove si trova generalmente di fronte a un bambino, il cui organismo è ancora in fase di sviluppo e la cui crescita potrà essere favorevole o sfavorevole. E sebbene negli ultimi anni le potenzialità di questa disciplina ortodontica si siano notevolmente ampliate, grazie ai moderni trattamenti ortodontici fissi altamente tecnici e alle nuove possibilità diagnostiche, bisogna sempre prevedere l'interferenza dei fattori di crescita e considerare non solamente il cavo orale, ma l'intero organismo del paziente per questo è molto importante effettuare un buon studio ortodontico seguendo e tenendo sotto controllo durante il trattamento ortodontico tutti gli spostamenti che avvengono. Pertanto l'ortodontista deve occuparsi anche della crescita e dello sviluppo delle ossa della faccia e della riposizione spaziale delle basi ossee in armonia con la componente neuromuscolare. Inoltre, egli deve prevenire la malocclusione con l’ ortodonzia intercettiva e non solo curarla.

Sicuramente il paziente, e i genitori in caso di bambini devono essere molto collaborativi nelle cure ortodontiche, il nostro studio al pari di altri si prefigge di contribuire a semplificare il rapporto dialettico tra medico e paziente, in questo caso relativamente alle principali problematiche ortodontiche.

Servizio di implantologia

servizio di implantologia

Riabilitazioni protesiche,impianti postestrattivi, carico immediato, overdenture, all in four.

Quando vi è la mancanza di uno o più denti a causa di carie, malattia parodontale, traumi o altro c'è la necessità di sostituire questi elementi mancanti, sia per un fattore estetico sia per quello funzionale. La possibilità di scelta varia tra l'esecuzione di un ponte, una protesi o affidarsi all'implantologia. Il sistema più adatto di impianti dentali per se stessi deve essere scelto solo dopo esservi consultati con il vostro dentista, il quale esegue un attento studio per valutare la fattibilità di mettere un impianto dentale o più impianti dentali e il sistema più adatto a voi.

Gli impianti dentali fanno parte dell' Implantologia sono protesi che sostituiscono i denti naturali, si inseriscono nell'osso della mascella o della mandibola e si compongono di un impianto "radice artificiale" che viene inserito nell'osso sul quale sarà innestato un moncone nel quale sarà fissata una corona (il dente artificiale).

Alcuni esempi con implantologia e differenze con sistemi tradizionali


Primo Esempio di Impianto dentale - Mancanza di 1 dente singolo

Situazione Iniziale: mancanza di un dente in zona estetica: Incisivo superiore.
Soluzione tradizionale: Ponte con coinvolgimento dei denti adiacenti.
Soluzione con implantologia dentale: L'impianto restituisce al paziente l'estetica originale e un ottima funzionalità


Secondo esempio di impianto dentale - Mancanza di più denti

Situazione iniziale: mancanza degli ultimi 3 denti dell'arcata inferiore.
Soluzione con protesi tradizionale: Protesi rimovibile ancorata ai denti naturali.
Soluzione con implantologia dentale: 2 impianti che forniscono il supporto ad un ponte di 3 elementi. Funzionalità masticatoria completamente restituita.


Terzo Esempio di Impianti dentali - Mancanza totale di denti in un arcata (mascella o mandibola)

Situazione iniziale: Mancanza totale di denti, la dentiera è appoggiata esclusivamente sulle mucose
Soluzioni con Impianti: Protesi Rimovibile, la dentiera può essere ancorata stabilmente su impianti (generalmente 2 nella mandibola e 4 nella mascella) aumentantdo significativamente il comfort del paziente.
Protesi Fissa: Qualora la quantità e la qualità dell'osso disponibile lo permettano è possibile realizzare una protesi fissa su impianti, questa soluzione ripristina al meglio la funzionalità e l'estetica.

Protesi Mobile Totale

protesi mobile totale

La protesi mobile totale chiamata comunemente "dentiera" è costituita da una base in resina (di solito rosa o trasparente) dove vengono montati degli elementi dentari, che possono essere di "resina o ceramica".

Tale dispositivo è indicato a quei pazienti a cui mancano totalmente i denti di un arcata. La procedura consiste nella presa di un impronta con alginato e un portaimpronta universale. Una volta presa la prima impronta si sviluppano i modelli in gesso, che successivamente servono per costruire un 2° portaimpronte (questa volta personalizzato per il paziente), che serve per rilevare la seconda impronta chiamata "di precisione".

Presa la seconda impronta l'odontoiatra la invia al laboratorio il quale facendo riferimento alle indicazioni dettate dell'odontoiatra sia per la parte funzionale (particolarità della mucosa, dell'osso, allergie esistenti, ecc.), che per quella estetica (forma, colore degli elementi - particolarità del viso, ecc.) prepara il manufatto, montando gli elementi dentari provvisoriamente per la prova estetica e funzionale.

La prova consiste nel verificare che il paziente si trovi bene con il manufatto e che l'estetica sia bilanciata con i lineamenti del viso, con la linea del sorriso; che gli elementi non siano troppo evidenti o poco accentuati, che il colore degli elementi non siano troppo chiari o scuri, che sembrino naturali e possibilmente (su richiesta del paziente) che ci siano delle personalizzazioni tali da far sembrare che si abbiano i denti propri.

L'ultima seduta è quella della consegna della protesi al paziente, verificando prima che siano corretti i parametri indispensabili (chiusura bocca, altezza denti), e senza prima aver effettuato i ritocchi che occorrono perchè questa sia portata senza causare alcun fastidio.

La protesi totale una volta consegnata deve essere portata sempre durante il giorno il paziente i primi giorni dovrà abituarsi a questo dispositivo (come a volte succede con un paio di scarpe nuove), se il paziente si accorge che il manufatto fa male o tende a provocare delle piccole ulcere, deve recarsi subito tramite appuntamento, dal dentista e farsi ritoccare la protesi nel punto in cui da fastidio.

Quando la protesi perde la sua stabilità, deve essere ribasata ovvero deve essere riadattata alle mucose (queste nel tempo cambiano a causa dell'osso che tende a ritirarsi).

Se siete portatori di una protesi mobile è bene fare un controllo, almeno 1 volta l'anno, inoltre per la salute della vostra bocca e per una migliore vita della vostra protesi è bene seguire le istruzioni d'uso indicate per il manufatto.


Protesi Mobile Immediata
E' una protesi mobile, che viene costruita immediatamente dopo aver subito una o più estrazioni di elementi dentari. Avere una protesi provvisoria porta il vantaggio di utilizzare subito una protesi, togliendo il disagio di rimanere senza denti (per il periodo di tempo che bisogna aspettare che le ferite siano guarite e che l'osso e le gengive si siano ritirate) e favorendo un adattamento da subito sia nel mangiare che nel parlare. Ma avere una protesi immediata porta anche degli svantaggi, tra cui i processi di riassorbimento di ossa e gengive con problemi di stabilità e e aderenza con conseguente necessità di eseguire più ribasature in breve tempo o in alternativa il rifacimento in un secondo tempo, di una nuova protesi totale.

Protesi Mobile Scheletrata
Lo scheletrato è una protesi parziale rimovibile costituita da una sovrastruttura metallica (cromo, cobalto, molibdeno oppure oro) alla quale sono ancorati, mediate la resina, i denti mancanti.

La protesi scheletrata è utilizzata quando aree edentule sono troppo estese o troppo numerose per essere ripristinate con una protesi fissa, oppure quando i denti rimanenti non sono sufficientemente stabili per sopportare una protesi fissa.

Lo scheletrato può essere con Ganci: sono dispositivi fusi con il resto dello scheletrato che si agganciano ai denti pilastro per assicurare la stabilizzazione della protesi.

Pppure con attacchi: vengono usati al posto dei ganci per migliorare l'estetica della protesi: sono composti da due parti disinseribili tra loro, di cui una saldata a una corona che ricopre il dente pilastro e una saldata allo scheletrato.

Carico immediato

Che cosa si intende con carico immediato? È sempre possibile?


La prassi tradizionale per la protesi su impianti prevede una fase di guarigione dopo l'inserimento dell'impianto, senza applicazione della ricostruzione protesica. Con questa procedura ,lo spazio aperto viene chiuso temporaneamente con una classica protesi provvisoria, fissata di solito ai denti adiacenti. Nel carico immediato vengono invece utilizzati nuovi sistemi di impianto e metodi che permettono, in presenza di determinate condizioni, di fissare subito sugli impianti la ricostruzione protesica o la protesi provvisoria.

I pazienti vengono sottoposti all'intervento di impianto, e il giorno stesso possono avere di nuovo dei denti fissi che sembrano naturali. la possibilità di procedere al carico immediato dipende dalle condizioni del vostro osso mascellare e dalla posizione degli impianti previsti nel vostro caso.

Radiologia orale

radiografia orale

Radiografia endorale

E' una lastra che evidenzia il dente in esame e indica la presenza di una carie nascosta non rilevabile all'esame obiettivo,di un granuloma o cisti,di una tasca parodontale, ecc. Viene eseguita con un centratore per evitare distorsioni. Durante le cure endodondiche sono indispensabili.

Video Radiografia digitale endorale
Ha lo stessa funzione della lastra endorale ma al contrario di un pellicola che andrà impressionata e poi sviluppata con apposito acido, la Videoradiografia digitale ha la primaria capacità di ridurre i raggi x emessi fino al 99% da un procedimento con pellicola e il vantaggio di vedere immediatamente le immagini. Il nostro studio usa esclusivamente questo dispositivo.

Ortopantomografia
Fornisce informazioni sul numero, sulla forma, sulle dimensioni e sullo stadio di sviluppo dei denti, nonché sulle ossa mascellari e sull’articolazione temporomandibolare. Necessario nello studio e nel trattamento ortodontico sia fisso che mobile.Viene normalmente eseguita in prima visita perchè si ha una immediata visione di entrambe le arcate dentarie, rilevando la presenza di granulomi, cisti, carie grossolane, eventuali denti inclusi, agenesie, denti sovrannumerari; permette il controllo dei denti in permuta nei bambini e eventuali anomalie ai condili mandibolari.

Ortopantomografia Digitale
E' una visione immediata delle arcate superiori ed inferiori eseguita con un Ortopantografo digitale con dei vantaggi sia per la velocità della visione dell'immagine, sia per una risoluzione migliore e più contrastata e cosa più importante della drastica riduzione dell'emissione di raggi x. il Nostro studio esegue l'ortopantografia in maniera digitale.

Teleradiografia
E' una lastra del cranio che viene eseguita in caso di terapia gnatologica o ortodontica. Su di essa viene calcolato un tracciato cefalometrico che è indispensabile ai fini diagnostici e terapeutici. Vi sono due tipi. Quella in proiezione latero laterale evidenzia la configurazione delle ossa del cranio, la relazione delle ossa mascellari, l’inclinazione assiale degli incisivi e la direzione di crescita dei mascellari. Quella in proiezione postero anteriore permette di valutare la simmetria tra le ossa del cranio, le arcate dentali e i denti. I tracciati cefalometrici delle teleradiografie laterale e postero anteriore forniscono dati indispensabili per programmare una terapia adeguata. Necessario nello studio e nel trattamento ortodontico sia fisso che mobile.

 

Altre indagini radiografiche

 

Altre indagini particolari, di pertinenza anche odontoiatrica, sono la Stratigrafia e la Tac , utili, ad esempio, nella terapia implantologica per poter valutare esattamente lo spessore e l'altezza dell'osso del sito implantologico.

Tutti gli accertamenti radiologici devono essere usati con moderazione senza farne un uso indiscriminato e il paziente deve essere sempre protetto con gli appositi camici o collari piombati

Impianti corti

Gli impianti corti vengono di norma utilizzati per evitare strutture anatomiche sensibili, quali il seno mascellare o il nervo alveolare. Bastano pochi millimetri di tessuto osseo, circa 5-6 mm, per inserire un impianto corto ed evitare al paziente lunghe e laboriose terapie di rigenerazione ossea.

Platform switching

Un nuovo concetto nell'implantologia dentistica per controllare la crescita postestrattiva dei livelli dell'osso.

Protesi fissa su impianti in poche ore

Protesi fissa su impianti in poche ore.

Connessione conica

connessione conica dentista

Connessione conica

 

Impianti transmucosi

Impianti transmucosi

Impianti transmucosi

La rigenerazione guidata nella ricostruzione dei tessuti ossei

ricostruzione guidata ossea

La rigenerazione ossea guidata mediante l’utilizzo di riempitivi ( BIOMATERIALI) rappresenta ormai una tecnica consolidata da decenni di sperimentazione chirurgica. La continua evoluzione delle tecniche chirurgiche, dei mezzi terapeutici e dei sistemi meccanici utilizzati in ORTOPEDIA – TRAUMATOLOGIA – CHIRURGIA SPINALE – CHIRURGIA MAXILLOFACCIALE e ODONTOIATRIA richiedono per poter essere applicati in maniera corretta e soddisfacente di un adeguato supporto osseo. Ove questo fosse carente si rende necessaria la rigenerazione dello stesso in tempi estremamente rapidi, tali da rendere proficua sia l’utilizzazione di mezzi meccanici la cui funzionalità a raggiunto oggi standard di qualità estremamente elevata, che delle avanzate tecniche ricostruttive chirurgiche.



Categorie merceologiche: le categorie di prodotto messe a punto dall’industria farmaceutica e dai laboratori specializzati in biotecnologie sono essenzialmente quattro:

● osso umano condizionato
● osso animale condizionato
● biomateriali naturali
● biomateriali di sintesi

Sia i biomateriali naturali che quelli di sintesi imitano la struttura dell’idrossiapatite ossea.

Concetto di rigenerazione ossea endogena: la formazione di osso endogeno (riparazione endogena di cavità ossea) è un evento naturale di tipo fisiologico.

L’organismo animale è dotato di un complesso sistema di autoriparazione, che fa si che lesioni provocate ai diversi tessuti che lo compongono possano essere riparate mediante la ricostruzione degli stessi, nel limite del possibile. Tutti i processi farmacologici e le tecniche chirurgiche messe in atto su di un organismo vivente hanno lo scopo o di velocizzare i naturali processi fisiologici che portano alla guarigione o di renderla possibile ove questa non potesse verificarsi.

Il processo di guarigione di una cavità ossea provocata chirurgicamente o a seguito di esito patologico passa attraverso quattro fasi:

● travaso ematico cavitario
● posizionamento delle cellule ossee (osteoclasti ed osteoblasti) sul perimetro della cavità
● produzione della fibra di collagene, rimozione progressiva dell’osteocoagulum, proliferazione dei vasi
● produzione tridimensionale del collagene, posizionamento tridimensionale delle cellule ossee
● mineralizzazione della fibra collagena tramite cristalli di idrossiapatite e la fosfatasi alcalina

Essendo un processo che comunque avviene anche senza l’intervento di farmaci la funzione di un biomateriale è quella di coadiuvare e possibilmente velocizzare la naturale formazione endogena di tessuto osseo provocando:

● effetto tenda
● riduzione del volume cavitario
● effetto conduttivo
● effetto induttivo (stimolazione rigenerativa)

I biomateriali presenti sul mercato, sia di origine naturale che di sintesi non hanno dimostrato di rispondere integralmente ai requisiti sopra menzionati. Non solo questi prodotti non sono in grado di svolgere un’azione coadiuvante nei confronti dell’autorigenerazione ossea, ma molto spesso rappresentano un ostacolo al processo fisiologico di autorimodellamento osseo presentando tempi di riassorbimento eccessivamente lunghi, o modificando l’ambiente cellulare in maniera tale da impedirne o rallentarne l’azione biologica.

Va tenuto presente che il turnover osseo avviene mediamente in un periodo di dodici mesi, biomateriali che presentino quindi tempi di riassorbimento più lunghi daranno luogo alla formazione di tessuto osteoide con caratteristiche biomeccaniche non rispondenti ai requisiti richiesti per un corretto uso degli stessi a fini protesici.

Biomateriali di sintesi : questi materiali sono normalmente di natura polimerica in forma non riassorbibile o semiriassorbibile. Alcuni di questi elementi vengono presentati in forma totalmente riassorbibile ma presentano un tempo di metabolizzazione di circa quattro anni. Tenendo conto dei tempi di turnover osseo fisiologico devono essere considerati come permanenti, dando luogo a formazione di tessuto osteoide con caratteristiche fisiche e biologiche inutili sia ai fini protesici che biomeccanici funzionali.

Idrossiapatiti di sintesi : questi prodotti vengono proposti commercialmente sotto svariate etichette, utilizzati puri o in associazione a polimeri o collagene, in forma di granulati, tavolette semiflessibili o blocchi. Pur avvicinandosi chimicamente all’idrossiapatite naturale ne rappresentano una forma ceramizzata (bioceramica) ad alta densità scarsamente o del tutto riassorbibile a seconda della sezione dei granuli proposti. La loro unica funzione inquadrata nell’autoriparazione fisiologica endogena ossea può essere considerata la capacità di creare un effetto tenda e la riduzione del volume cavitario. In queta categoria possono essere inseriti anche i biocoralli in quanto anch’essi rappresentano una forma allotropica dell’idrossiapatite ossea presentando delle caratteristiche cristalline con alta densità e quindi con tempi di rimodellamento del tutto simili alla forma sintetica.

Tessuti ossei animali deantigenati : i sistemi utilizzati dalle varie case produttrici per l’elaborazione di tessuti animali deantigenati derivano tutti da uno stesso concetto brevettuale, assimilando gli stessi ad un’unica categoria di prodotto con caratteristiche di funzionamento fisiologico del tutto simili. Il sistema utilizzato per l’eliminazione delle componenti antigeniche presenti nel tessuto passa sempre attraverso una fase di calcinazione, questo metodo pur garantendo una perfetta deantigenizzazione del tessuto produce anch’essa una forma allotropica del cristallo di idrossiapatite che portato a temperature che variano dai 600 ai 1200 gradi subisce un processo di ceramizzazione dando luogo a tempi di rimodellamento del tutto simili alla forma sintetica dalla stessa. Questi processi derivando da un unico ceppo brevettuale opportunamente modificato a seconda dei casi possono essere unicamente applicati all’osso di derivazione bovina, dando luogo ad un prodotto in forma granulare o di piccoli blocchi con caratteristiche biomeccaniche differenti da quelle del tessuto osseo umano che li ospita. In alcuni casi di applicazione, specie nella chirurgia della colonna vertebrale la loro scarsa riassorbibilità viene accentuata mediante processo di sinterizzazione, garantendo al tessuto un ottima resistenza alla compressione.

Osso umano trattato : i sistemi proposti per il trattamento dell’osso umano pur essendo in grado di ridurre notevolmente il rischio di risposta antigenica non possono essere considerati sistemi deantigenanti al 100%. Se così fosse potrebbero essere applicati anche a tessuti di natura geneticamente diversa (animali), in cui la presenza di xenoantigeni devastante determina una risposta immunologica provocando l’immediato rigetto dell’innesto. Il sistema normalmente utilizzato per abbassare il rischio di interferenza antigenica e dato dal trattamento di liofilizzazione, presente in tutti i metodi di preparazione proposti per il tessuto umano. I sistemi per la preparazione dell’osso umano considerando lo stesso a basso rischio di risposta antigenica tendono quindi a garantire soprattutto l’eliminazione di patogeni trasmissibili avvicinandosi quindi ad un concetto di sterilizzazione, che deve partire necessariamente da un tessuto il più possibile privo di patogeni già dalla fonte, non essendo possibile sottoporre il tessuto osseo umano a sterilizzazione in autoclave in quanto il tessuto contenendo ancora notevoli quantità di sostanza organica subirebbe un processo di macerazione favorita dall’apporto di vapore in forma satura che porterebbe al disfacimento dello stesso in tempi rapidi. Dosi di raggi gamma pari a 25 KGY ( 2,5 Mrad) non sono applicabili allo stesso in quanto ne ridurrebbero la resistenza meccanica con valori pari a 0. La quantità di radiazioni alle quali può essere sottoposto un tessuto umano osseo senza subire considerevoli danni e di circa 1,5 Mrad , non sufficienti visto che il prodotto per la sua natura biologica deve essere considerato un prodotto ad alto pericolo di contaminazione.

Uno dei maggiori pregi dei questo tessuto che ne fa preferire l’uso e la capacita di giungere alla suo totale riassorbimento finale in tempi estremamente brevi , e nel caso di utilizzo di tessuto spongioso anche troppo rapidi, obbligando il chirurgo ad impiantare soprattutto grosse porzioni di tessuto corticale il cui tempo di metabolizzazione consente di ottenere buoni risultati. L’estrema e totale riassorbibilità del tessuto e da attribuirsi anche all’azione di chemiotassi macrofagica provocata dalla risposta del sistema immunitario alla presenza di antigeni ancora residenti se pur in minima parte nella sostanza organica residua.

Negli ultimi anni la comparsa di patogeni letali (HIV) e una maggior presa di coscienza da parte della categoria medica riguardo l’eventuale possibilità di trasmissione di malattie infettive (epatite virale) hanno limitato l’uso di questi tessuti, stimolando la ricerca verso nuovi prodotti che fossero in grado di soddisfare le esigenze di biomeccanica e funzionalità richiesta al tessuto. L’uso di tessuti ossei umani viene quindi applicata in quanto i sistemi fin qui proposti non sono in grado di soddisfare le esigenze della classe medica, costringendola a considerare una valutazione di possibile rischio nel loro utilizzo inferiore ai vantaggi biomeccanici che si possono ottenerne.

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