La parodontologia allo Studio Michele Piombino

studio e cura parodontologia

La malattia parodontale, o parodontopatia, inizia quando uno o più elementi dell'apparato parodontale, dopo essere stati colonizzati da numerose specie batteriche, smettono di esercitare la propria funzione di sostegno causando mobilità dentale, da molti ritenuta la vera malattia parodontale, meglio conosciuta con il termine popolare di " piorrea". Questo è uno stadio già avanzato della malattia che si potrebbe evitare ponendo attenzione ai segni evidenti che appaiono molto tempo prima della mobilità dentale. Oggi la piorrea si può prevenire e curare efficacemente, purché non la si trascuri fino a portarla ai suoi ultimi stadi, permettendo la conservazione dei denti fino all'età più avanzata. È opportuno però conoscere cos'è e come si manifesta negli stadi precoci. I progressi fatti nel campo della parodontologia permettono oggi di conoscere la predisposizione personale a sviluppare la piorrea e di diagnosticare in uno stadio precoce l'attività della stessa. Si tratta di sottoporsi a 2 semplici test, il test genetico, eseguito su un prelievo di saliva, e il test microbiologico, su un campione di fluido della tasca parodontale. Il test microbiologico può essere eseguito su coltura o ricercando il DNA dei germi responsabili della malattia.


È impossibile stabilire quale elemento dell'apparato parodontale sia più importante degli altri, ma è chiaro che il segno più evidente di sofferenza parodontale è dato da alterazioni dell'aspetto delle gengive, che frequentemente però, vengono colte quando la malattia parodontale è già in uno stato avanzato. Le gengive, infatti, costituiscono il primo ostacolo, ma purtroppo anche la prima porta di ingresso per i microrganismi che una volta distrutto l'attacco che le collega ai denti procedono verso la radice dentale, danneggiando prima il legamento parodontale, poi il cemento, e infine l'osso alveolare circostante. La parodontite cronica è sempre preceduta da una gengivite che dev'essere riconosciuta in tempo e curata.

È opportuno quindi conoscere gli strumenti e le tecniche adatti alla prevenzione, al trattamento della malattia parodontale e al mantenimento della salute delle gengive.

La prevenzione consiste nell'effettuare le manovre di igiene orale comunicate dallo specialista parodontologo, il quale si impegnerà a presentare gli strumenti da utilizzare e a spiegare come usarli al meglio. Saranno mezzi semplici come lo spazzolino, il filo interdentale, il collutorio, usati secondo schemi personalizzati, che consentiranno di ottenere e mantenere quello stato di salute del cavo orale che oggi deve essere considerato alla portata di tutti.

Per quanto riguarda il trattamento di lesioni parodontali, esistono una serie di procedure cliniche, più o meno complesse e più o meno radicali, che, se accompagnate da opportune tecniche di igiene domiciliare, possono restituire ai denti una stabilità accettabile. Successivamente, controlli effettuati periodicamente permetteranno di stabilire, anche grazie ad esami strumentali, se i risultati attesi sono stati conseguiti, e se si mantengono stabili nel tempo.


Come si fa a scoprire in tempo la piorrea?


Gonfiori persistenti, arrossamenti, sanguinamento delle gengive, denti sensibili e alito cattivo sono segnali di pericolo della piorrea.


Per effettuare un autodiagnosi si possono considerare i sintomi indicati qui sotto. Se qualcuno di questi è presente si dovrebbe consultare un dentista con area di esperienza nella parodontologia, per sottoporsi a visita diagnostica ed eventualmente a un programma di cure:

 

1. Dolore nella bocca
2. Gengive che sanguinano quando si spazzolano i denti o quando si mangiano alimenti duri
3. Spazi che improvvisamente si sviluppano fra i denti
4. Gengive gonfie o tese
5. Gengive che si abbassano facendo apparire i denti più lunghi di prima
6. Alito cattivo persistente
7. Pus fra i denti e le gengive
8. Cambiamenti nella sensibilità dei denti quando si mastica
9. Sviluppo di ferite in bocca
10. Denti che non si mantengono stabili sotto i colpi masticatori

Piorrea

studio e cura piorrea

La predisposizione genetica a sviluppare questa grave malattia, che nei suoi stadi avanzati è causa della caduta dei denti per distruzione dell'osso che li sostiene, sicuramente gioca un ruolo importante, ma da sola non provoca la malattia senza il ruolo determinante della placca batterica.

Da questa evidenza scientifica deve partire la battaglia per la sua prevenzione, che va rivolta contro la placca batterica che naturalmente tende a depositarsi lungo il colletto dei denti: zona di passaggio tra corona e radice, protetta e "sigillata" dalla gengiva.

Piorrea: le tossine batteriche attaccano l'epitelio giunzionale
I batteri della placca producono tossine che vengono ad intaccare il sigillo (in termini scientifici si chiama epitelio giunzionale), e una volta penetrati in profondità, adagiati sul fondo di tasche gengivali e al sicuro dall'azione dello spazzolino e del filo interdentale, esercitano tutto il loro potenziale dannoso sui tessuti circostanti.


Piorrea: le gengive si distaccano e si formano le tasche

Quando le gengive si distaccano dalla radice del dente e la placca batterica si annida in profondità, non è più eliminabile neppure con diligenti manovre quotidiane di spazzolamento. A questo punto il danno è conclamato e spesso evidente anche al paziente e non più reversibile senza l'intervento del dentista. Oramai c'è un'impossibilità tecnica a detergere il fondo delle tasche dove la placca si trasforma in tartaro, irruvidendo le superfici radicolari, e dove germi particolarmente aggressivi nei confronti dei tessuti circostanti, gli anaerobi, cosiddetti perché sopravvivono in un ambiente in cui manca l'ossigeno, vivono e si riproducono in grande quantità.


Piorrea: cure

Il paziente entrato in questo stadio non deve comunque perdere le speranze di vincere la sua battaglia contro la progressione verso l'esito fatale della malattia: la caduta dei denti. I progressi fatti nel campo della diagnosi e della cura della piorrea, il cui nome scientifico è parodontite cronica, permettono il successo anche nei casi più compromessi. Ci si deve solo rivolgere al parodontologo, un dentista il cui ambito d'esperienza è proprio la cura della piorrea o meglio di tutte le malattie del parodonto: termine che indica i tessuti che circondano i denti e che gli danno sostegno. Può darsi che egli in via preliminare reputi necessario eseguire specifici test su un campione di placca batterica prelevato dal fondo delle tasche parodontali, per rilevare il tipo di batteri in causa, e poi di sottoporre il paziente a diverse sedute di terapia causale e, se il caso, a qualche piccolo intervento chirurgico sulle gengive associato a terapia antibiotica mirata, per eliminare le tasche parodontali residue. Ma alla fine, con l'aiuto determinante del paziente stesso, reso istruito sulle corrette manovre d'igiene orale domiciliare, riuscirà a ridurre la profondità delle tasche parodontali, fino a ricostituire un normale solco gengivale e ad arrestare così la progressione della malattia.

La piorrea insomma è curabile, anche nelle forme più avanzate, quasi nel 100% dei casi, purché s'intervenga prima che diventi "espulsiva" e che si porti via per sempre il nostro sorriso.

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