Impianti postestrattivi

Gli impianti post-estrattivi immediati

In un reperto di epoca pre-colombiana, databile al 650 d.C. , sono stati trovati dei denti realizzati con frammenti di conchiglia ed inseriti nell’alveolo dopo l’estrazione.

La pratica degli impianti post-estrattivi immediati è dunque antichissima anche se il primo che ne ha proposto l’utilizzo in modo documentato è l’italiano Manlio Formigini intorno alla metà del ‘900.

Solo recentemente gli impianti post-estrattivi immediati sono stati oggetto di una serie di ricerche sia sull’animale che sull’uomo che hanno dato sufficienti evidenze scientifiche circa il loro utilizzo.

In realtà, laddove correttamente eseguiti ed a condizione di avere una buona stabilità iniziale, gli impianti possono essere posizionati nell’alveolo dopo una estrazione e la percentuale di successo sembra essere sovrapponibile a quella degli impianti posizionati dopo la guarigione dell’alveolo.

A condizione che la loro stabilità sia elevata è addirittura possibile protesizzare immediatamente l’impianto in modo provvisorio con ovvi vantaggi dal punto di vista della vita di relazione e dei tempi di guarigione.

Il Prof. Covani, Direttore dell'Istituto Stomatologico Tirreno, ed il suo gruppo hanno pubblicato sull’argomento, anche in collaborazione con altri importanti centri, ricerche apparse su qualificate riviste internazionali

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