Il laboratorio del Dottor Michele Piombino

laboratorio odontoiatrico al lavoro

Tutti gli elementi dentari e le protesi sono costruite nel nostro laboratorio odontoiatrico, in cui professionisti del settore operano per la creazione di strutture dentarie in grado di portare sulla tua bocca un sorriso smagliante e una dentatura funzionale.

 

Modelli in articolatore personalizzato

modelli articolatore personalizzato

L'articolatore dentale è uno strumento professionale usato in campo odontotecnico edodontoiatrico atto a riprodurre quanto più fedelmente possibile le posizioni spaziali ed i movimenti reciproci delle due arcate dentarie. Gli articolatori sono schematicamente composti da una branca superiore ed una inferiore alle cui estremità si trovano posizionati i modelli con le arcate dentarie. Queste branche sono collegate assieme tramite diversi dispositivi atti a permettere il movimento reciproco più o meno complesso.

Tipi di articolatori

Esistono numerosi tipi di articolatori. La suddivisione principale e più conosciuta si basa sui diversi gradi di movimento possibili dello strumento.

Verticolatori - sono strumenti che permettono il movimento delle branche lungo un solo asse, quello verticale distanziando in maniera uniforme e continua i modelli antagonisti.

Occlusori - sono strumenti che permettono il movimento delle branche attorno ad un asse posteriore passante per i 2 condili, eseguendo così un'apertura definita "a cerniera" dei modelli ovvero, ad arco di cerchio.

Articolatori a valori medi - sono strumenti che, oltre all'apertura a cerniera, possono anche traslare in senso antero-posteriore grazie al movimento deicondili lungo una guida angolata. Attraverso questo tentativo di riprodurre l'inclinazione del tragitto condilare, si possono effettuare, con questo strumento, movimenti di protrusiva e lateralità.

Articolatori a valori semi-individuali - sono strumenti ove, oltre ai movimenti sopra menzionati ed alla possibilità di utilizzo di un arco facciale o di trasferimento, sono possibili ulteriori regolazioni più o meno fini ma comunque, sempre standardizzate.

Articolatori a valori individuali - sono strumenti che, grazie a dedicati sistemi di trasferimento dei dati e la loro particolare costruzione, possono riprodurre qualsiasi movimento tra le arcate con estrema fedeltà e precisione.

Per quanto riguarda gli articolatori propriamente detti, un'altra tipologia di classificazione corrente si basa sulla posizione di attacco della branca inferiore (mandibola), nello strumento:

quando i condili sono fissati alla branca inferiore, allora lo strumento è del tipo ARCON

quando i condili sono fissati alla branca superiore, allora lo strumento è definito del tipo NON-ARCON.

Bergstrom nel 1950 coniò per primo questi termini. Con l'acronimo ARCON, "ARticulator" e "CONdyle", si voleva indicare l'articolatore che aveva contenuto nella branca superiore il meccanismo atto a riprodurre il tragitto condilare. Rimane da osservare che gli articolatori di tipo ARCON sono quelli che maggiormente rispettano la naturale conformazione umana.

Modello con monconi per impianti personalizzati e gengiva

Modello con monconi per impianti personalizzati e gengiva

Modello con monconi per impianti personalizzati e gengiva

Corone in zirconio su modello

corone in zirconio su modello

Corone estetiche in ossido di zirconio – la tecnologia top dell'odontoiatria

 

Le corone in ossido di zirconio rappresentano l'ultima conquista dell'odontoiatria estetica moderna.

Le corone tradizionali in metallo-ceramica sono molto forti, ma il loro scheletro grigio creava parecchi problemi:

sono sempre più frequenti le allergie ai metalli
l'effetto estetico non è soddisfacente – lo scheletro metallico delle corone tradizionali non è trasparente alla luce, pertanto non hanno la lucentezza dei denti naturali.

Per ovviare questi problemi sono state sviluppate gli scheletri per corone di cui materiale è a base ossido di zirconio. Serviva uno scheletro che sia forte come uno scheletro di metallo, ma che non sia metallo e non abbia il colore metallico.

 

Caratteristiche della corona in ossido di zirconio:

lo scheletro in ossido di zirconio è forte – anzi, è più forte degli scheletri tradizionali in metallo – assicura pertanto un'ottima tenuta.
non contiene metalli e non ha colore metallico – quindi già lo scheletro è bianco, o comunque ha il colore dei denti
la porcellana che la ricopre esternamente, offre un'estetica perfetta sullo scheletro che ha il colore dei denti
non è trasparente alla luce, pertanto è adatto a ricoprire denti che sono diventati grigi
questo è l'unico tipo di corona senza parti metalliche adatto non solo per corone singole, ma anche per ponti più lunghi, che rimpiazzano diversi denti

A dare la forma allo scheletro in ossido di zirconio non è il sistema tradizionale: si prepara con latecnologia computerizzata CAD/CAM con la quale si ottiene uno scheletro di estrema precisione.

La corona in zirconio richiede obbligatoriamente la preparazione a spalla, e in questo modo viene garantita anche la protezione completa del paradenzio. Non c'è da temere il restringimento delle gengive o magari infiammazioni, come nel caso delle corone tradizionali.

La corona in ossido di zirconio pertanto è perfettamente estetica, estremamente precisa e durevole, inoltre, essendo priva di parti metalliche, è utilizzabile anche in caso di allergie ai metalli.

Corone in zirconio

corone in zirconio
Corone in zirconio dentista

Corone estetiche in ossido di zirconio – la tecnologia top dell'odontoiatria

 

Le corone in ossido di zirconio rappresentano l'ultima conquista dell'odontoiatria estetica moderna.

Le corone tradizionali in metallo-ceramica sono molto forti, ma il loro scheletro grigio creava parecchi problemi:

sono sempre più frequenti le allergie ai metalli
l'effetto estetico non è soddisfacente – lo scheletro metallico delle corone tradizionali non è trasparente alla luce, pertanto non hanno la lucentezza dei denti naturali.

Per ovviare questi problemi sono state sviluppate gli scheletri per corone di cui materiale è a base ossido di zirconio. Serviva uno scheletro che sia forte come uno scheletro di metallo, ma che non sia metallo e non abbia il colore metallico.

 

Caratteristiche della corona in ossido di zirconio:

lo scheletro in ossido di zirconio è forte – anzi, è più forte degli scheletri tradizionali in metallo – assicura pertanto un'ottima tenuta.
non contiene metalli e non ha colore metallico – quindi già lo scheletro è bianco, o comunque ha il colore dei denti
la porcellana che la ricopre esternamente, offre un'estetica perfetta sullo scheletro che ha il colore dei denti
non è trasparente alla luce, pertanto è adatto a ricoprire denti che sono diventati grigi
questo è l'unico tipo di corona senza parti metalliche adatto non solo per corone singole, ma anche per ponti più lunghi, che rimpiazzano diversi denti

A dare la forma allo scheletro in ossido di zirconio non è il sistema tradizionale: si prepara con latecnologia computerizzata CAD/CAM con la quale si ottiene uno scheletro di estrema precisione.

La corona in zirconio richiede obbligatoriamente la preparazione a spalla, e in questo modo viene garantita anche la protezione completa del paradenzio. Non c'è da temere il restringimento delle gengive o magari infiammazioni, come nel caso delle corone tradizionali.

La corona in ossido di zirconio pertanto è perfettamente estetica, estremamente precisa e durevole, inoltre, essendo priva di parti metalliche, è utilizzabile anche in caso di allergie ai metalli.

Corona

corona dentista
corona studio dentistico

Una corona è un restauro protesico che ricopre completamente la parte visibile del dente.
(Sillabo protesico AIOP 2000)

Le indicazioni cliniche principali di un restauro coronale a copertura completa sono:

Modifica di forma, dimensioni ed inclinazione dei denti per scopi estetici o funzionali.
Restauro o miglioramento di forma, funzionalità e/o estetica di denti gravemente deteriorati, consumati, cariati o fratturati, ove siano controindicate o in caso di insuccesso di forme di restauro più semplici.
Riduzione del rischio di fratture in denti ampiamente restaurati, inclusi i denti lateroposteriori sottoposti a trattamento endodontico.
Sostituzione di dente mancante con ancoraggio ad impianto osteointegrato.

La corona protesica viene cementata direttamente al dente opportunamente preparato, o al pilastro implantare, e non può esser rimossa dal paziente. Conosciuta come “capsula dentaria” veniva eseguita in passato prevalentemente in oro. Oggi per ovvi motivi estetici la corona in oro trova indicazioni solo a livello dei molari, sebbene in alcuni paesi e culture (prevalentemente latino-americani) rappresenti un simbolo di ricchezza e venga applicata come se fosse un gioiello nei denti frontali: incisivi e canini.

I denti posteriori trattati endodonticamente(devitalizzati) hanno evidenziato un elevato rischio di frattura se sottoposti a carico funzionale o parafunzionale. L’esito della frattura potrebbe determinare l’estrazione del dente, è quindi necessario provvedere ad un “cerchiaggio” della struttura coronale rimanente per ridurre i rischi. Quando il coinvolgimento di struttura è minimo si può eseguire un restauro a ricopertura parziale, che ricopra la superficie masticante senza coprire completamente le pareti esterne, procedura necessaria invece quando la distruzione coronale sia estesa, o quando vi siano problemi estetici. Spesso si tratta denti totalmente privi di smalto (porzione superficiale del dente) dove non è possibile effettuare restauri più conservativi come faccette o intarsi, o di denti pigmentati da vecchie otturazioni,scuri, insensibili ai trattamenti sbiancanti.

Tre sono i tipi di corone che vengono oggi realizzate:oro-resina (molto raramente), metallo ceramica e ceramica integrale.

La corona in oro-resina è una variante estetica della corona in oro. La superficie esterna (vestibolare) è rivestita da resina che conferisce una valenza estetica al manufatto. Rappresenta comunque una scelta secondaria, da un punto di vista estetico, rispetto agli altri due tipi di corone in quanto la porzione in oro è preponderante e la parte estetica è comunque soggetta a modifiche del colore nel tempo conseguente all’assorbimento di liquidi e pigmenti da parte della resina.

Le corone in metallo ceramica sono costituite da una parte interna in metallo (cappetta) che ne conferisce la resistenza mentre alla ceramica che riveste completamente il metallo è affidata la parte estetica. Sono indicate sia per i denti del settore anteriore che posteriore. La presenza del metallo in alcuni casi si può evidenziare con un “bordino metallico” della corona tra gengiva e dente. Sebbene questo bordino spesso non si evidenzi durante l’eloquio, viene mal accettato dai pazienti. Per motivi di carattere tecnico e biologico il metallo migliore per supportare la ceramica è costituito dalle leghe auree.

Un’alternativa alle corone in metallo ceramica sono quelle in ceramica integrale. Sono completamente prive di metallo, costituite da sola ceramica. La scelta e l’impiego di questi manufatti sono correlati alle loro caratteristiche estetiche, pertanto particolarmente indicati nel settore anteriore. La peculiarità di questi restauri è quella di farsi attraversare dalla luce, permettendo un comportamento simile a quello dei denti naturali. Inoltre non è indispensabile cercare di nascondere i margini della corona nella zona sub-gengivale. In questo caso si limita il rischio estetico correlato alle eventuali retrazioni gengivali (spostamenti della gengiva intorno alla corona). Essendo la ceramica un materiale biocompatibile può essere utile in pazienti che riferiscono allergie ai metalli. Con l’avvento dei nuovi materiali e delle tecnologie CAD-CAM si dispone di un ventaglio di possibilità di restauro coronale senza rinforzo metallico (dette soluzioni “metal-free), con diverse indicazioni cliniche. (Consensus AIOP, 2008)

Per ottimizzare la durata nel tempo del restauro protesico è necessario che esso sia preciso:

La precisione del margine coronale (del bordo di chiusura), dove la placca tende ad accumularsi maggiormente, e necessaria per ridurre il rischio di carie secondaria e di problemi gengivali, tanto più elevato quanto più il bordo coronale è impreciso.
La precisione interna della corona, e la forma data dal clinico al dente durante la preparazione con strumenti rotanti (trapano ad alta velocità), determinano la resistenza del restauro alla de cementazione.

La precisione interna e marginale si ottengono soltanto con procedure cliniche e tecniche rigorose:

L’impronta che il protesista invierà in laboratorio dovrà essere realizzata in materiali ad alta precisione (detti elastomeri) e risultare perfettamente leggibile in ogni dettaglio. Spesso per registrare tutto il bordo del dente è necessario retrarre la gengiva marginale con fili retrattori. L’impronta deve essere esaminata al microscopio dal clinico o dal tecnico per verificare la chiarezza dei dettagli e l’assenza di microbolle o difetti.
Il modello che l’odontotecnico ricaverà dall’impronta dovrà essere sviluppato con estrema cura, con materiali resistenti alla lavorazione e compatibili con il materiale scelto per il restauro, trattato in modo da rendere perfettamente leggibile il bordo del dente pilastro e facilmente gestibili le fasi operative: normalmente si seziona il modello (link quaderno odontotecnico) per poter sfilare il dente da restaurare ed ispezionarlo per tutta la circonferenza. Le procedure di laboratorio vengono usualmente eseguite con l’aiuto di microscopi operatori, che sebbene rallentino l’esecuzione del lavoro ne elevano moltissimo la qualità finale.

Cruciali ai fini della durata nel tempo del restauro sono inoltre le procedure di cementazione (qualità dei materiali utilizzati, compatibilità dei cementi al materiale da restauro, trattamento di superficie del pilastro protesico e del restauro, procedure di applicazione del cemento e di inserzione del restauro durante la cementazione) ed i controlli successivi (controllo visivo e radiografico della completa rimozione del cemento in eccesso, controlli dell’occlusione).

Di fondamentale importanza inoltre è l’istituzione di un protocollo di mantenimento igienico, da parte del paziente che deve essere opportunamente istruito alle manovre da effettuare, e da parte dell’igienista ad intervalli regolari.

Tra le cause di fallimento dei restauri protesici troviamo in prima linea gli inconvenienti tecnici e le recidive cariose al bordo di chiusura, che rendono necessaria la sostituzione del restauro se non addiritura l’estrazione del dente.

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